Protesi su impianti

Protesi implantare

L’obiettivo della moderna odontoiatria è di ridare al paziente la salute orale in modo predicibile. Il paziente parzialmente e completamente senza denti (edentulo), ovvero con una protesi rimovibile tradizionale, può essere incapace di parlare o di recuperare funzione, estetica e confort normali. La funzionalità dentale del paziente portatore di protesi, sia strutturale che estetica, è ridotta di un sesto sesto del livello precedente con dentatura naturale. Tuttavia una protesi implantare può riportare la funzione a livelli quasi normali.
“L’estetica del paziente edentulo è compromessa per l’atrofia dei muscoli masticatori e dell’osso mascellare e mandibolare. Il continuo riassorbimento osseo porta a cambiamenti facciali irreversibili. Una protesi implantare permette una funzione muscolare normale e l’impianto stimola l’osso a mantenere le sue dimensioni in modo simile ai denti naturali sani.
Quindi, i lineamenti del viso non risultano compromessi dalla perdita di supporto, cosa che spesso si verifica nelle protesi rimovibili.”
Inoltre i restauri con ritenzione implantare non richiedono supporto dei tessuti molli e migliorano il confort orale. Le protesi implantari offrono spesso un percorso di trattamento più predicibile rispetto ai restauri tradizionali.

Edentulia parziale

Nel paziente parzialmente edentulo al quale mancano uno o più denti ma non tutti, si tratta di sostituire il o i denti mancanti attraverso corone (capsule) o ponti di tipo fisso avvitati o cementati su impianti. Nel caso della mancanza di un dente ci sono due strade per procedere, una tradizionale rappresentata dal ponte su denti naturali e un’altra più moderna rappresentata da una corona su impianto.
Se si opta per il ponte, il dente anteriore e il dente posteriore a quello mancante devono, anche se sani, essere “limati” per poter essere ricoperti da due corone supportanti l’elemento centrale mancante.
In questo modo, per sostituire un dente mancante ci si ritrova ad avere tre denti “finti” uniti e legati al medesimo destino. Infatti, se anche solo uno dei due pilastri naturali del ponte richiedesse una qualsiasi sistemazione, tutta la struttura del ponte deve essere riconsiderata, e se uno dei due pilastri dovesse essere malauguratamente estratto ci si trova nella condizione di dover eseguire un ponte ancor più lungo coinvolgendo altri denti sani o peggio nell’impossibilità di poterne fare un altro.
Inoltre il ponte dal punto di vista igienico è molto più difficilmente mantenibile. I denti del ponte sono tra loro forzatamente saldati perciò l’intasamento di cibo è inevitabile mentre l’utilizzo del filo convenzionale per la pulizia dei detriti alimentari è impedito.
Gli elementi dentari naturali che costituiscono pilastro di ponte sono inoltre sovraccaricati dalla struttura, non devono masticare solo per sé stessi ma anche per l’elemento o gli elementi mancanti che portano.
Questo conduce più frequentemente al fallimento dei pilastri per carie secondaria, fratture della radice e problemi con il supporto del dente.
Tutti questi inconvenienti sono superati dall’implantologia e dalla protesi ancorata ad essa: nel caso di un elemento mancante infatti gli elementi vicini non devono essere coinvolti perciò avranno vita propria e non condizionata da ciò che gli sta vicino.
Nell’osso dove manca il dente verrà impiantata una vite in titanio che diventerà la radice artificiale del dente finto che vi verrà avvitato sopra.
Questo dente essendo in metallo dall’inizio alla fine non potrà così cariarsi né dare luogo ad ascessi o granulomi non avendo nervi.
Essendo separato dai denti vicini, verrà replicata esattamente la situazione naturale preesistente perciò l’estetica sarà migliore e il mantenimento igienico garantito con maggiore facilità. La statistica che attiene alla prognosi del ponte su denti naturali, parla di un tasso di successo che si aggira attorno al 70-80% in 10-15 anni mentre, per lo stesso periodo, una corona su impianto a tassi che si aggirano attorno al 95%.
In conclusione l’approccio moderno per la sostituzione di uno o più denti vede primeggiare per la contenutezza dei costi biologici ed economici sempre di più la soluzione implantare relegando ad una soluzione di ultima spiaggia la costruzione del ponte.

Edentulia totale

Il paziente che ha perso completamente i denti (edentulo totale) con una protesi rimovibile tradizionale (dentiera) può essere incapace di parlare o di recuperare funzione, estetica e confort normali. La funzione del paziente portatore di protesi può essere ridotta a un sesto del livello precedente con dentatura naturale; tuttavia una protesi impiantare può portare la funzione a livelli quasi normali.
L’ estetica del paziente edentulo è compromessa per l’atrofia dei muscoli masticatori e dell’osso mascellare e mandibolare;
Il continuo riassorbimento osseo porta a cambiamenti facciali irreversibili;
Una protesi implantare permette una funzione muscolare normale e l’impianto stimola l’osso e mantiene le sue dimensioni in modo simile ai denti naturali sani. Quindi, i lineamenti del viso non risultano compromessi dalla perdita di supporto, cosa che spesso si verifica nelle protesi rimovibili;
Inoltre, i restauri con ritenzione implantare non richiedono supporto delle mucose e quindi migliorano il confort orale impedendo che si formino quelle fastidiose e dolorose vesciche legate al trauma della dentiera sulla gengiva quando questa non è sufficientemente stabile;
Una protesi, fissa o rimovibile che sia, ancorata agli impianti è assolutamente ferma e stabile;
Le protesi implantari offrono spesso un percorso di trattamento più predicibile rispetto ai restauri tradizionali;
Quando un paziente è completamente senza denti ha davanti a sé due alternative rispetto alla dentiera (protesi totale) tradizionale: una fissa e una rimovibile.
“La protesi totale rimovibile su impianti è rappresentata da una protesi simile a quella tradizionale in resina anche se meno ingombrante e priva di palato, che irrobustita da uno scheletro in metallo, presenta ancoraggi nascosti che servono alla ritenzione agli impianti.
Quindi ci sarà una parte rimovibile che sarà rimossa liberamente dal paziente per le normali manovre di igiene orale e una parte che sarà fissa in bocca rappresentata da bottoni a pallina o da una barra fresata strettamente avvitati agli impianti già integrati nell’osso.
Questo tipo di protesi potrà essere realizzata in resina come già accennato, ma anche in ceramica.
Quest’ultima soluzione rappresenta il non plus ultra delle protesi implantari rimovibili ed è costituita da denti in ceramica personalizzati avvitati ad una struttura metallica in titanio che attraverso un sistema di chiavistelli si fissa ad una barra anch’essa in titanio elettro-passivata e avvitata agli impianti.
Permette inoltre il ristabilimento di una masticazione e di un’estetica stabile essendo in ceramica, il ripristino del volume perso dell’osso e delle gengive anche quando si è riassorbito molto, una stabilità totale quando è inserita e, rimuovendola una grande facilità di pulizia e di mantenimento igienico.
L’esecuzione della stessa protesi in resina, invece, trova la maggiore indicazione quando l’arcata dentaria antagonista è rappresentata da una protesi tradizionale o implantare in resina o quando si vuole contenere i costi della riabilitazione.
“La protesi totale fissa su impianti, che può essere a sua volta in ceramica o in resina, presenta caratteristiche peculiari. La differenza sostanziale rispetto a quella rimovibile, è dettata dal fatto che il paziente non può liberamente rimuoverla essendo avvitata agli impianti e potendo essere svitata solo dall’odontoiatra all’occorrenza.
Le manovre di igiene domiciliari saranno pertanto molto più difficoltose e il paziente dovrà pertanto essere molto abile e motivato per eseguirle correttamente.
Inoltre, una protesi fissa totale su impianti tendenzialmente richiede per il suo funzionamento un numero di impianti superiore pertanto i costi della fase di terapia implantare risultano essere maggiori.
Tuttavia il fattore costo nella scelta se eseguire una protesi fissa o rimovibile, in resina o ceramica, non può essere considerato il solo fattore discernente.
Infatti, se nella protesi rimovibile è possibile sostituire i volumi perduti di osso e gengiva, con la protesi fissa questo non è possibile se non in minima parte. Per contro, se gli stessi volumi non sono stati perduti difficilmente avremo spazio per le componenti necessarie ad una protesi implantare totale rimovibile, perciò sarà preferibile la soluzione fissa.
Allo stesso tempo ci saranno situazioni dove è preferibile utilizzare la resina mentre in altre situazioni il materiale di costruzione di scelta è la ceramica.

È indispensabile quindi uno studio preliminare da parte dello studio Meneghini prima di ogni procedura che possa indirizzare il paziente verso la soluzione migliore in base ai propri desideri e alle proprie disponibilità di tempo e denaro.

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