Parodontologia

Cos’è la parodontologia?

La parodontologia è la branca dell’odontoiatria che si occupa dello stato di salute dell’apparato d’attacco del dente. L’apparato d’attacco del dente comprende la gengiva, l’osso alveolare propriamente detto, il legamento e il cemento radicolare.
Tale apparato è primariamente minacciato nel suo stato di salute dalla presenza di batteri.
I batteri si depositano in continuazione su tutte le superfici del cavo orale: mucose della superficie interna delle guance e delle labbra, lingua, gengive e denti.
La gengiva circonda normalmente il dente in corrispondenza del colletto riflettendosi nella formazione di un piccolo solco chiamato appunto solco gengivale.
Tale solco, profondo quando la gengiva è in salute, da 0,5 a 3mm, è in grado di accumulare batteri organizzati in placca. Quando la placca non è tempestivamente rimossa può calcificarsi in tartaro. La placca e il tartaro provoca l’infiammazione gengivale e quindi gengivite.

Gengivite

La gengivite si manifesta con un arrossamento delle gengive che diventano più voluminose con una maggiore tendenza a sanguinare.
Quando la gengivite raggiunge la fase più acuta può determinare copiosi sanguinamenti durante lo spazzolamento o addirittura essere responsabile di sanguinamenti spontanei tanto che il paziente al risveglio può trovare il cuscino macchiato di sangue.
La gengivite si cura semplicemente adottando un’igiene orale corretta quotidiana a casa e con una pulizia professionale in studio. Se trascurata la gengivite può sfociare in una parodontite.

Parondotite

La parodontite, anche detta malattia parodontale o volgarmente piorrea, può presentare lo stesso quadro sintomatico della gengivite ma è contraddistinta dalla perdita di supporto o attacco.
Il persistere dell’infiammazione gengivale infatti fa sì che l’osso di sostegno, a contatto con la gengiva infiammata, si ritiri.
Si tratta di un meccanismo di difesa che evita l’infiammazione diretta dell’osso in osteiti o osteomieliti che portano a conseguenze molto gravi.
Il riassorbimento dell’osso determina un parziale ritiro delle gengive poiché tendono a seguirlo, i denti appaiono così al paziente più lunghi essendosi scoperte parti delle radici.
Il riassorbimento dell’osso crea inoltre una architettura alterata che sostiene la formazione delle cosiddette tasche parodontali.
All’interno di queste “sacche, la cui profondità risulta maggiore del normale solco fisiologico, si accumula in continuazione e con più facilità placca e tartaro tanto che ne lo spazzolino ne il filo riesce a raggiungerli durante le manovre di igiene domiciliari quotidiane. In seguito a ciò i batteri sono liberi di produrre le tossine frutto del loro metabolismo che fanno progredire la malattia aumentando l’estensione e la profondità delle tasche.
Tasche più profonde accumuleranno più placca ancor meno facile da allontanare in un circolo vizioso che porta il dente ad avere sempre meno osso e a vacillare sempre di più fino al momento in cui, anche se sano, si è costretti a toglierlo perché dolente o troppo instabile.

Cura della parondotite

“Intervenire quando si è in presenza di parodontite è molto meno facile di quando vi è la gengivite. Sono necessarie inizialmente un ciclo di sedute di igiene professionale (3, 4 o anche 5) ravvicinate per aggredire la malattia togliendo tutto il tartaro e la placca annidata nelle profondità delle tasche.
In corrispondenza di questo ciclo vengono realizzate una serie di radiografie digitali (Completo endorale o FMX o Status X) per la compilazione di una cartella radiografica approfondita che mostri con dettagli millimetrici tutta la situazione parodontale, endodontica e cariologica dente per dente. È un esame indispensabile per giungere ad una diagnosi corretta e stilare una prognosi adeguata.
Attenzione, però la panoramica od OPT non basta per questo in quanto è troppo generica. A questo primo ciclo d’attacco è necessario far seguire richiami di igiene professionale trimestrali per stabilizzare i livelli ossei e gengivali.”
“Solo in un secondo momento, e quando necessario, si prende in considerazione la fase terapeutica correttiva.
Questa fase ha l’obiettivo, attraverso un intervento di chirurgia parodontale, di avere più facile accesso alle lesioni pulendo ancor meglio le radici coinvolte, di correggere i difetti ossei prodotti dalla malattia ripristinando la normale architettura perduta e/o rigenerando lacune ossee profonde, ed eliminare le tasche creando i presupposti per un ideale mantenimento. Ci sono casi, invece, in cui il solo difetto presente è rappresentato dalla recessione gengivale, ovvero la scopertura di una porzione di radice dentaria senza la perdita di supporto osseo che è stato determinato principalmente da un errato utilizzo dello spazzolino.
La recessione non è in grado di per sé di pregiudicare la prognosi del dente sul quale è localizzata.
Può però rappresentare un problema estetico (dente più lungo in zona estetica), o di sensibilità al freddo o allo spazzolamento.
In questi casi si possono eseguire i cosiddetti interventi di chirurgia muco-gengivale che consistono in plastiche gengivali atte alla ricopertura delle radici esposte e/o alla riduzione della sensibilità allo spazzolamento o agli stimoli termici.”
I protocolli utilizzati dallo Studio Meneghini inerenti sia alla fase igienica e causale sia alle fasi correttive-chirurgiche, sono i soli protocolli validati scientificamente e internazionalmente approvati nelle linee guida delle più importanti società scientifiche di parodontologia come la SidP.

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